Nei dintorni

Nei dintorni è possibile ammirare diversi castelli con un ricco passato, immersi tra vigneti, meleti, tradizioni e valori di un territorio di montagna.
Il castello di Saint-Pierre che per il suo aspetto è diventato uno dei monumenti simbolo della regione Valle d’Aosta, all’interno ospita il Museo Regionale di Scienze Naturali; entrambi al momento non visitabili per permettere i necessari lavori di ristrutturazione. Il castello è arroccato su uno sperone roccioso marmoreo che sovrasta la SS26 e domina il borgo di Saint-Pierre. Esternamente appare come un unico corpo di fabbrica di forma più o meno rettangolare, composto da più edifici costruiti in epoche diverse. Nel lato nord gli edifici sono a picco sullo sperone roccioso, mentre il lato sud si affaccia su un piccolo cortile circondato da una cinta muraria merlata. L'elemento che più risalta è il mastio centrale a pianta quadrata, che spicca per la sua altezza al centro del corpo di fabbrica principale. È sormontato agli angoli da quattro torrette decorative a pianta circolare collegate tra loro da un camminamento sorretto da una serie di archetti, aggiunte al castello durante il restauro di Camillo Boggio alla fine del XIX secolo. Ai piedi del castello, addossata al lato meridionale dello sperone roccioso, si trova la chiesa parrocchiale di Saint-Pierre. L’edificio attuale è stato ricostruito nel 1872 sulle fondamenta di diverse chiese precedenti, la più antica delle quali risaliva a prima dell'anno mille. Tra la chiesa e il castello si trova l'antico campanile romanico risalente al XII secolo, costituito da una torre a pianta quadrata in pietra intonacata, sormontata da un tetto piramidale in pietra, che presenta aperture a bifora o a trifora in corrispondenza dell'alloggiamento delle campane e al piano inferiore. (Fonte Wikipedia)

 

Il Castello Sarriod de la Tour è un maniero medievale che sorge in una zona pianeggiante coltivata a frutteto che costeggia la Dora Baltea, dalla parte opposta al castello di Saint-Pierre.  Per entrare nel castello bisogna innanzitutto superare la cinta muraria esterna. L'originale cinta muraria del XIV secolo fu fortemente modificata dai lavori eseguiti intorno al 1470 da Antoine de Sarriod de la Tour: le mura furono munite di torrette difensive a pianta circolare e fu aperto un nuovo ingresso sul lato orientale, strategicamente più protetto. Il nuovo ingresso, da cui si accede ancora oggi, è costituito da un elegante portale a sesto acuto, sopra il quale è scolpito lo stemma dei Sarriod de la Tour, sormontato da una caditoia merlata sorretta da un doppio ordine di beccatelli. All'interno, gli edifici più notevoli sono il massiccio donjon con le sue finestre crociate, la cappella e la cosiddetta "sala delle teste".
Originariamente uno degli edifici più antichi del castello, la cappella situata sul lato meridionale del maniero fu modificata più volte nel corso dei secoli. La struttura originale era probabilmente sormontata da un soffitto ligneo, i cui resti sono stati datati intorno al 1250, e sono ancora visibili su tre pareti alcuni frammenti di un antico ciclo pittorico risalente allo stesso periodo raffigurante episodi religiosi come l'Adorazione dei Magi, l'ingresso di Cristo a Gerusalemme e la Crocifissione. La cappella è ora sormontata da una volta barocca aggiunta nel 1700, che taglia a metà gli antichi affreschi. L'antico ingresso della cappella fu invece decorato tra 1478 e 1483 durante i lavori voluti da Antoine de Sarriod de la Tour, che dedicò la cappella alla Vergine e a San Giovanni Evangelista, e presenta due riquadri ancora ben conservati raffiguranti la Crocifissione di Cristo e San Cristoforo. La "sala delle teste", situata al primo piano dell'ala settentrionale, era il salone di rappresentanza del castello e prende il nome dalla decorazione del soffitto ligneo, sorretto da una serie di mensole intagliate realizzate nel XV secolo. Le mensole intagliate sono in tutto 171 e raffigurano una varietà di soggetti, da volti di nobildonne e gentiluomini con copricapi all'ultima moda del tempo a figure carnevalesche, dagli animali domestici e selvatici come cani, anatre, lupi e cinghiali e creature fantastiche tra cui la sirena, l'unicorno, il drago e una serie di mostri di aspetto diabolico. (Fonte Wikipedia)
castello sarriod

 

Il castello di Sarre situato nel comune di Sarre è composto da un massiccio corpo longitudinale che si sviluppa sopra la collina a terrazzamenti a picco sull'autostrada per il Monte Bianco, è sovrastato da un'alta torre a base rettangolare, merlata e illuminata da finestre a crociera. Di epoca medievale, il castello è stato ricostruito all'inizio del XVIII secolo per volere del barone Jean-François Ferrod d'Arvier. Fu nuovamente ampliato sotto Vittorio Emanuele II, il quale volle aumentare l'altezza della torre e far costruire un nuovo edificio per le scuderie. Dove sorge il castello nella sua forma attuale, già verso il 1242 venne fatta costruire una casaforte da Jacques de Bard, fondatore della casata dei Sarre[2]. Nel 1364, estintasi la famiglia dei Sarre, Amedeo VI di Savoia affidò il feudo e la casaforte annessa a Enrico di Quart. Poco dopo il feudo tornò ai Savoia, che nel 1405 lo permutò a Thibaud de Montagny. Tra il XV e il XVII secolo il castello passò ancora in mano alle famiglie: dei Genève-Lillin, dei Leschaux, dei La Crête, dei Roncas, dei Rapet. Intorno al 1710 fu acquistato da Jean-François Ferrod d'Arvier che, essendosi arricchito con le forniture militari e sfruttando le miniere di rame di Ollomont, volle dar prova della propria potenza ricostruendolo interamente il maniero (salva fu solo la torre), dandogli la struttura che vediamo ancora oggi. Ridottosi in rovina, Ferrod dovette rendere il castello alla famiglia Rapet, quindi la proprietà passò ai Nicole de Bard e in seguito alla famiglia Gerbore. Nel 1849, dopo la sconfitta di Novara, il re Carlo Alberto abdicò a favore del figlio Vittorio Emanuele II, il quale nel 1869 acquistò il castello assumendo il titolo di "Conte di Sarre". Il maniero divenne la residenza di caccia del re, detto "le roi chasseur" per via delle importanti battute di caccia nelle valli di Cogne, Valsavarenche e di Rhêmes. Ben presto le sue sale vennero allestite con impressionanti esposizioni di trofei di caccia, che tuttora compongono la collezione museale. Nella residenza così allestita, a detta di molti con scarso gusto, furono ospitati in villeggiatura anche re Umberto e la regina Maria José di Savoia. Nel 1989 il castello è stato acquisito dalla Regione Valle d'Aosta per restaurarlo e aprirlo ai visitatori; oggi rappresenta un'importante monumento alla presenza della famiglia Savoia in Valle d'Aosta e una testimonianza degli usi, dei ricordi e dei cimeli di Casa Savoia. (Fonte Wikipedia) castello sarre

 

Il Castello di Aymavilles è situato su una collinetta morenica, l'edificio ha una pianta quadrangolare, ma al posto degli angoli vi sono quattro torri cilindriche dotate di caditoia. Nel 1354, i conti di Savoia affidarono il castello a un ramo della famiglia Challant, denominata in seguito Challant-Aymavilles. Venne aggiunto un piano e allargato verso ovest il donjon. Aimone di Challant ordinò la costruzione di un secondo muro di cinta, di un fossato e di un ponte levatoio. All'inizio del Quattrocento, per volere di Amedeo di Challant, furono aggiunte le quattro torri dotate di beccatelli (due a motivi guelfi le restanti a motivi ghibellini), leggermente diseguali nelle dimensioni e collegate tra loro da un sistema di gallerie e logge, oltre che a delle torrette di difesa sulle mura di cinta. Le pietre utilizzate furono il tufo e il travertino. Accanto alla struttura sorge ancora oggi un piccolo edificio con tetto tradizionale in pietra che un tempo ospitava le stalle. Nel 1728, per volere del barone Giuseppe Felice di Challant (Joseph-Félix de Challant), le fortificazioni esterne furono demolite e il castello, che da quel momento restò praticamente immutato fino ad oggi, diventò un maniero con un parco, uno scalone monumentale e una grande fontana. Per volontà di Joseph-Félix de Challant vennero realizzare anche le logge barocche tra le torri. Queste ultime trasformazioni fecero sembrare l'edificio di stile rococò. Il 18 ottobre 1804 si spense nel castello di Aymavilles Maurice-Philippe de Challant-Châtillon, l'ultimo discendente maschio della famiglia Challant. Il castello oggi  a seguito di questo evento il castello cominciò a essere venduto a privati: il primo fu il conte Clemente Asinai Verasis di Castiglione, nel 1870, a cui seguì nel 1882 il senatore Giovanni Bombrini. In questo periodo vennero ritrovate nelle soffitte del castello due tavole rappresentanti la Madonna e l'Arcangelo Gabriele. Nel 1970 fu acquistato dallo Stato e ora appartiene all'amministrazione regionale. Quest'ultima ha cominciato sin dal 2004 la progettazione della serie di lavori di restauro mirati alla riapertura del sito al pubblico, che si credeva potesse avvenire nel 2014. Invece, a maggio 2013 è stato annunciato l'inizio dei lavori di restauro, mentre l'apertura è stata prevista per il 2017. (Fonte Wikipedia) castello aymaville

 

Il Castello di Fénis è uno dei manieri medievali più famosi della Valle d’Aosta. Noto per la sua architettura scenografica, con la doppia cinta muraria merlata che racchiude l'edificio centrale e le numerose torri, il castello è una delle maggiori attrazioni turistiche della Valle.   Diversamente da altri manieri della regione, quali Verrès e Ussel, costruiti in cima a promontori rocciosi per essere meglio difendibili, il castello di Fénis si trova in un punto del tutto privo di difese naturali. Questo porta a pensare che la sua funzione fosse soprattutto di prestigiosa sede amministrativa della famiglia Challant-Fénis e che anche la doppia cinta muraria servisse soprattutto in funzione ostentativa, per intimidire e stupire la popolazione. Il castello, dichiarato monumento nazionale nel 1896 e ora proprietà dell'amministrazione regionale della Valle d'Aosta, è visitabile tramite visite guidate. (Fonte Wikipedia) castello fenis